Riceviamo e pubblichiamo dal comitato piste ciclabili informazioni, considerazioni e osservazioni critiche
  sulla cittadina di Fregene. Vuoi dirci cosa ne pensi?   silvilov@gmail.com

  Aggiornato al 29/12/2009 .
  " Considerazioni sul nuovo progetto dei Federici per la parte centrale del lungomare"
  
Un'anno dopo il concorso europeo indetto dal Comune

Fregene 29 dicembre 2009  -  Si torna a parlare di nuovo della realizzazione del lungomare...
   Si torna a parlare di nuovo della realizzazione del progetto del lungomare di Fregene, dopo tre anni dal concorso europeo indetto dal comune di Fiumicino. Parole, intanto, i fatti più salienti, in questi tre anni, hanno segnato la sparizione di quasi tutta la macchia mediterranea del litorale, sulle cui ceneri sono sorti ben 50 villini, ad onorare una convenzione stipulata in base a criteri di lottizzazione a dir poco vessatori, per l'impianto urbanistico della piccola località marina. La convenzione si è arenata ad ottobre dopo il sequestro di queste 50 ville da parte della polizia forestale dello Stato. Fra i capi d’accusa ipotizzati, per un' azione di tale portata, il principale si rifarebbe ad una presunta mancanza di autorizzazioni della Regione al Comune. La riflessione più amara riguarda dunque i ritardi nell'intervento a tutela del territorio, vista la farraginosità e la conflittualità, in certi casi, di alcune leggi che stabiliscono le competenze dello Stato, della Regione e del Comune in materia di regole di edificabilità e su tematiche inerenti ai vincoli paesaggistici. Spicca soprattutto, agli occhi dei cittadini che vivono quotidianamente sul territorio, una volontà del legislatore a tratti contraddittoria e non unidirezionale, “legibus sic stantibus”, in materia di tutela dei beni naturalistici, culturali e identitari locali. In questi ultimi anni è sembrato di essere in balia di una mente schizofrenica che ha sostanziato gravi patologie a carico del corpo territoriale comunale. Lo Stato dice una cosa, le Regioni un’altra, la Provincia un’altra e il Comune un’altra e poi ognuno legifera ed esegue in deroga, per conto proprio, interpretando a piacimento la norma dell’altro e le realtà ambientali. Dopo si danno battaglia nei tribunali, nel frattempo cambiano i governi e le leggi, passa il tempo e piano piano silenziosamente e irrimediabilmente la natura muore sotto il cemento e la messa in opera di progetti aberranti, sommersa dalle carte di atti processuali esasperatamente tardivi, la destrutturazione progressiva dei capi d’imputazione fino ad arrivare alle lapidarie e tombali parole “il fatto non sussiste”. Infine tutto va avanti come prima e spesso i cantieri sigillati riaprono come se niente fosse successo. Se ne verrà mai a capo di tutto ciò? Anche i cittadini forse a questo punto dovrebbero andare ad arricchire i faldoni processuali con una class-action, visto che, anche noi, pagando le tasse, siamo portatori di interessi sul territorio e vorremmo capire perchè le bellezze naturali del luogo, che tanto ci piacevano, sono state deturpate dalla speculazione. Una soddisfazione immediata per noi potrebbe essere intanto quella di vedere qualche ruspa in azione, in tempi rapidi, là dove sono state sparse tonnellate di cemento senza essere in possesso (se è vero) di chiare e trasparenti autorizzazioni e lecite concessioni edilizie che hanno devastato la costa e oscurato la vista del mare e inoltre una condanna, che ci piacerebbe applicare, potrebbe essere quella di obbligare chi ha speculato e i loro eredi a ripiantare e a curare per 100 anni almeno, ogni giorno, ettari ed ettari di nuova macchia mediterranea lecci e piante estirpate ...La troppa elasticità e disinvoltura nel raggirare e nell’inabissare le tutele al paesaggio o nell'autorizzare eccessive cubature che stravolgono la zona costiera, devono subire una battuta d’arresto, dovrebbero esserci in compenso poche leggi chiare e di univoca interpretazione a sostegno della massima conservazione delle poche ricchezze naturali che restano.
In questo modo e con i dovuti controlli si potrebbe efficacemente prevenire il danno ambientale, anzichè punire quando il danneggiamento è irreversibile. Ad esempio la forestale è accorsa in tempo, mesi fa, sull’area verde vicino alla stazione dei carabinieri per una strana moria di lecci e l’intervento a priori è servito a non rendere edificabile un’area ambita dai costruttori in centro Fregene. Lo stesso si potrebbe fare per la macchia mediterranea ancora “viva” sul nostro litorale, lo stesso si potrebbe fare bloccando progetti speculativi di ampliamento aeroportuale, devastanti per le comunità locali, sui terreni agricoli dei Benetton della Maccarese Spa, lo stesso si potrebbe fare sulle aree naturalistiche a rischio annullamento per l’edificazione dell’interporto, lo stesso si potrebbe fare per tutte le aree già protette e di interesse naturalistico che purtroppo sono succubi di una sorta d’incuria “cronica” o in altri casi d’interesse “intermittente”(vedi, per esempio, la pineta, vittima illustre di tanti errori gestionali passati e presenti).
Oppure si aspetterà anche in questi luoghi fra qualche anno l'intervento sul letto di morte, da parte della polizia forestale, per mettere i sigilli, quando il danno ambientale sarà ormai irrecuperabile?
Neanche una class-action a quel punto potrà salvare il nostro ambiente, sarà troppo tardi per riaverlo indietro integro e per cederlo ad altri in eredità.
Silvana Lovera comitato petizione piste ciclabili 

Fregene 9/11/2007 - Chi di voi ricorda il tanto pubblicizzato Concorso Europeo indetto dal comune di Fiumicino per la realizzazione del pontile, dei varchi a mare e del lungomare di Fregene?
E' trascorso un'anno esatto (10 novembre 2006) da quando, in pompa magna con giornalisti , cariche comunali e sindaco nella sala del consiglio comunale,vennero presentati i vari progetti vincitori nelle tre distinte sezioni.
Quanto è stato speso per tutto quell'ambaradan?A chi e a cosa è servito? Dove sono finiti quei progetti?
Sono stati semplicemente abbandonati perchè economicamente impegnativi ,del resto chiunque avrebbe potuto prevedere che un pontile a mare firmato Portoghesi non sarebbe costato pochi spiccioli.
Oggi invece all'orizzonte c'è il progetto per la realizzazione di un tratto di lungomare presentato dai Federici.
La società immobiliare che da molti anni, giocoforza nel bene e nel male, tiene in scacco matto la nostra cittadina essendo proprietaria di quasi tutte le aree verdi, strade, aiuole,della nuova sede del mercato ( quella vecchia a breve sarà invasa da altro cemento),ecc.
A Fregene qualsiasi cosa rimanda alla presenza vera,supposta o immaginaria di questo gruppo che a volte viene percepita come una forza misteriosa e imperscrutabile che ci governa insieme ai nostri amministratori ufficialmente eletti nelle urne.
Questo gruppo/entità noi non possiamo controllarlo ed è praticamente assente per quel che riguarda la gestione delle problematiche cittadine quotidiane ma di fatto si palesa ed è ben presente ogni volta che si tratta di fare affari e a tale scopo stabilisce di volta in volta un legame con chi va al potere o in regime di amore o di odio a seconda se lo si lascia fare o no.
Questa presenza astratta la conoscono anche i bambini quando gli si spiega come mai sono caduti dalla bicicletta per le buche sull'asfalto: "sai la Finanaco non ripara le strade...o,quando è sporco: "sono i Federici sai... non puliscono le strade" ...Mah.. nomi, sigle sembrano delle scatole cinesi una ti rimanda all'altra l'altra all'una fino a che uno non si raccapezza più e lascia perdere. Così si formano i miti e le leggende
Adesso finalmente potremo dire che il mito si è materializzato con un suo progetto di costruzioni invasive su un solo e unico pezzo di lungomare,guarda a caso l'ultima area di macchia mediterranea rimasta a Fregene, con il bene placido e l'appoggio del Sindaco, della Giunta e Consiglieri locali.
Perchè questo gruppo così poco ligio a curare i servizi e gli interessi nella vita di tutti i giorni dei fregenati in passato dovrebbe diventare improvvisamente disposto ad occuparsi di noi? Per interesse pubblico o del nostro ambiente? Chiunque potrebbe dire di no.
Ma dove erano e dove sono quei consiglieri e assessori che tanto si impegnano per salvare dal devastante sviluppo aeroportuale i campi agricoli di Maccarese e i pini secolari di coccia di morto(mobilitazione peraltro tardiva nel caso dei pini...) e poi non muovono un solo dito per fermare in tempo la distruzione della macchia mediterranea sul nostro lungomare e nemmeno hanno bloccato e denunciato pubblicamente la bolla speculativa dell'attuazione del piano regolatore approvato da questa giunta(mobilitazione nulla).
Le nuove costruzioni ammassate realizzate sul lungomare e gli abomini di via Agropoli lungi dal rappresentare unità abitative a impatto ambientale zero evocano anzi un presagio di disastro ambientale.
Infatti i pini e i lecci della pineta monumentale mostrano gravi segni di sofferenza imputabile a diversi fattori fra cui spicca l'eccessivo stravolgimento dell'equilibrio ecologico dovuto ai vari cantieri aperti, da quasi un anno ormai proprio nelle aree prospicienti e adiacenti alla sede naturale della stessa.
Infondo a chi serve un pezzetto di lungomare edificato con la promessa di un pezzetto di pista ciclabile o di un pezzetto di marciapiede (come quello su via Castellammare...interrotto poi bruscamente così di punto in bianco).
Queste cose fatte a pezzi non ci interessano e non migliorano la nostra qualità di vita anzi ci toglieranno invece sicuramente benessere cioè l'ultimo polmone verde di macchia mediterranea oggi ancora esistente a Fregene.
Chiediamo al Sindaco e all'amministrazione di approvare un progetto semplice ed ecologico di ampio respiro che si occupi dell'INTERO lungomare, che rispetti tutti i vincoli paesaggistici e di impatto ambientale e che non implichi a nessun titolo la distruzione di altre aree naturali in particolare della zona che ha suscitato gli interessi della società immobiliare Federici(da via la Playa a via Gabicce a mare) e che fino a poco tempo fa era sottoposta a vincolo ambientale poi cambiato col nuovo P.R.G.
Muoviamoci in tempo, chiunque abbia il potere di fare qualcosa lo faccia subito,l'assobalnearia intervenga e tutte le associazioni cittadine dimostrino il loro dissenso immediatamente alla giunta in carica, per non trovarci domani a piangere su ciò che non abbiamo più... come è già successo con la villa di Fellini...e altri punti di riferimento basilari per l'identità di Fregene.
Altrimenti cosa resterà ai posteri della perla del tirreno... cemento solo e tanto anonimo cemento.

Silvana Lovera
comitato piste ciclabili Fregene

Se vuoi avere qualche breve notizia di questo progetto va su www.fregeneonline.com
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Fregene 30-06-2007

 Gentili  1300 FIRMATARI della petizione sulle PISTE CICLABILI, ho tentato in più occasioni
 
di stimolare la nostra giunta a dare una risposta chiara all’ annosa questione della
 realizzazione delle piste ciclabili.
Parlando  con il sindaco , con l'assessore all'ambiente
 e con i nostri consiglieri ho avuto la certezza che nessuno ha la minima intenzione di
 dedicarsi ad un progetto semplice ed ecologico  di piste ciclabili.
Secondo  i nostri
 amministratori ESISTONO “ vincoli " INSORMONTABILI per un circuito ciclabile sulle strade
 cittadine e sul lungomare.I "VINCOLI" sono scuse di una banalità eccezionale, per esempio:
 " le strade eccessivamente strette(...?) oppure" i marciapiedi che devono rimanere enormi
 (forse servono come posteggi ...?)" il lungomare adesso si farà"(adesso quando...e nel
 frattempo fanno i posteggi a pagamento!!)L’unico vincolo che pare degno di nota, caso
 mai,è che le strade sono così devastate che sicuramente prima si devono espropriare ed
 asfaltare o asfaltare in danno. Spargere cemento è un punto di forza della nostra giunta...
 Perchè,allora, non è stato fatto in questi quattro anni?
Aggiungerei che la nostra petizione
 è stata travisata, (ma è stata letta?) sì perchè Il Sindaco si appella a  " veti "degli
 ambientalisti e dei verdi, quando è sempre stato evidente che le piste non dovevano essere
 fatte nella riserva del litorale romano e neppure nell’oasi WWF.
Forse il Sindaco ha avuto
 una svista ed ha letto una vecchia petizione.Nessuno avrebbe voluto, del resto a ragione,
 affidare ad un gruppo di politici con scarso profilo ambientalista un progetto  così delicato
 in aree protette.  Infatti la speculazione edilizia selvaggia sul lungomare  e   vicino alla pineta,  
 l'ecomostro di via Loano,   l'inutile  cementificazione di un tratto di  viale della pineta
 (senza  una ciclabile),la sporcizia che ci circonda e il mare inquinato ci hanno lasciato una sola
 e  chiara  certezza : questa Giunta ha una  predisposizione pressochè nulla alla conservazione delle
 risorse naturali e dei patrimoni storico-culturali di FREGENE, mentre esibisce una sfrenata
 una passione-ossessione  per il cemento.
Nell'attesa che si aprano i seggi elettorali, in questi
 mesi per non rimanere impassibili e  per tentare il tutto per tutto, noi del comitato promotore
 abbiamo pensato di fare una protesta via mail o via posta. Tutti i Firmatari della petizione
 dovrebbero copiare e trasmette questo “simbolico” e conciso messaggio (quello sottolineato
 a piè pagina) al   Sindaco ed agli assessori.I nostri consiglieri locali sembra che non abbiano
 alcun indirizzo di posta elettronica (forse non vogliono essere disturbati )   Vai su   www.afregene.it/petizionepopolare/locandina.html  copia e invia (o stampa) il messaggio agli indirizzi
 che vi troverai evidenziati.Per chi vuole spedirlo : Sindaco via portuense 2498.    Dedichiamo 5
 minuti del nostro tempo a far sentire la nostra voce.L’amministrazione   potrebbe svegliarsi
 improvvisamente e capire che non può ignorarci e che potrebbe perdere molti  voti alle
 prossime elezioni.

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 Fregene 4 Marzo 2007
 A: segreteria.sindaco@fiumicino.net
 Cc: dilloamarrazzo@regione.lazio.it, urplp@infrastrutturetrasporti.it, cronaca@ilmessaggero.it,  info@quifregene.com
 Oggetto: Piste ciclabili:Le richieste di 1300 cittadini interessano a qualcuno?

 Spett.le Sindaco,
 è interessante notare come ad oggi, sono trascorsi 6 mesi dalla petizione sulle piste
 ciclabili, ancora nulla si sappia in merito alla loro realizzazione.
 Un' iniziale interessamento da parte della Giunta in carica e delle associazioni locali è
 sfociato nel nulla: non un contatto, non un accenno, non una dimostrazione di volontà di
 considerare le richieste di circa 1300 firmatari residenti principalmente sul territorio di
 Fregene e Maccarese, nulla di nulla.
 E' evidente che le piste ciclabili non sono una priorità per Voi e anzi , vivendo qui sul
 territorio pare che una delle priorità , in questo momento, sia l'apertura di nuovi cantieri
 per riversare altro cemento vicino alla pineta monumentale e sul lungomare.
 E' evidente che l'ambiente, le attività ricreative e la storia non sono priorità per Voi infatti
 il mare è sporco, i giovani non hanno luoghi di aggregazione culturale nè ricreativa(se si
 esclude l'oratorio), i simboli di riconoscimento storici della cittadina vengono
 progressivamente distrutti (vedi abbattimento ville storiche)nonostante la contrarietà dei
 residenti.
 Si sta facendo di tutto per snaturare Fregene e renderla una di quelle località marine
 stereotipate con tante belle case nuove, ma senza un briciolo di personalità che in parte
 avrebbe potuto avere valorizzando e capitalizzando i richiami storico-culturali sul territorio. 
 Ma tornando all'argomento che ci sta a cuore, vorrei concludere con un'invito ai nostri
 governanti locali: non ignorate nè sottovalutate le richieste dei cittadini è necessario
 attribuire più valore alla nostra cittadina, mettendo in atto subito un piano di realizzazione
 sistematica di piste ciclabili puntando a dare un'impronta caratteristica e speciale a Fregene.
 Grazie per l'attenzione.
 Silvana Lovera comitato piste ciclabili 

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 Fregene 10 Novembre 2006
 
 Lungomare di Fregene:nel progetto vincente c'è la pista ciclabile!


 Il progetto vincitore del 1° premio è stato presentato il giorno 8 novembre nella sala del Consiglio  Comunale di Fiumicino . Erano presenti il Sindaco Canapini, alcuni assessori e consiglieri , molti  rappresentanti delle principali associazioni di Fregene e infine un nutrito gruppo di curiosi a vario
 titolo. Ovviamente la prima cosa che ho guardato è stata la presenza della tanto agognata pista  ciclabile. C'è , è ampia più di 2 metri e percorre il lungomare interamente.
 L'architetto Paola Misina dello studio RDM si è aggiudicata il 1° premio insieme ai suoi collaboratori.  Hanno realizzato un progetto di ampio respiro che prevede l'uso di materiali ecocompatibili e che  promette una buona integrazione con il territorio.
 Il 1° premio per il pontile attrezzato è stato vinto da Paolo Portoghesi.
 Opera di grande impatto visivo che ha la forza simbolica di traghettare Fregene verso il futuro
 non rinnegando però il glorioso passato che verrà rappresentato su alcune vetrate della struttura.
 Infine il 1° premio dei varchi a mare è stato assegnato ad un gruppo di giovanissimi architetti alla
 cui testa c'è Beatrice Bordoni.
 Questi ultimi stabiliranno finalmente un contatto diretto con il mare con ampi scorci visivi.
 Per chi fosse interessato a maggiori dettagli si può collegare al sito  www.europaconcorsi.com
 Sotto a seguire un potete vedere i vari progetti.
 Se siete interessati a dire la vostra sulle piste ciclabili e se volete contattarci scrivete a
 Silvana Lovera Comitato petizione piste ciclabili, silvilov@gmail.com

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 Riceviamo e pubblichiamo volentieri una email/petizione di una nostra Concittadina stanca delle solite promesse,
 che con pochi mezzi e pochi aiuti ha organizzato una petizione.
 Se la cosa Vi interessa e volete dare il Vostro aiuto potete contattare... Silvana Lovera   silvilov@gmail.com

  Il Comitato promotore                                          Spett.li Sindaco del comune di  Fiumicino
  
Tel: 3332853458                                                  e Assessori ,            
  
silvilov@gmail.com                                              Spett.li presidente del Consiglio Comunale
                                                                          
e Consiglieri

 

6 settembre 2006 

Oggetto: Introduzione alla PETIZIONE sulle PISTE CICLABILI a FREGENE,  1232  firme                             ottenute, e richiesta del suo inserimento nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Si è conclusa, con risultati eccellenti,la petizione sulle piste ciclabili a Fregene che ha visto circa
1250 firmatari nell’arco di un mese.

 

Hanno aderito: moltissimi cittadini residenti ( quelli che sperano che qualcosa possa cambiare),parecchi cittadini che hanno la 2° casa a Fregene ( quelli che vorrebbero servizi migliori per i pochi mesi estivi in cui vi risiedono) e infine svariati turisti affituari stagionali ( coloro che continuano  a villeggiare qui per affetto verso il luogo ma che sono disgustati dal degrado ambientale e urbanistico).

Tutte queste persone, seppure, per alcuni aspetti, differenti fra loro e con simpatie politiche a volte divergenti, si sono sentite unite e accomunate da una medesima passione verso la bicicletta.

Seguendo i suggerimenti e le idee dei più si  è potuta stilare una piantina indicativa che a grandi linee potrebbe rappresentare un percorso ciclabile con un senso compiuto.

Il Comune di Fiumicino dovrebbe iniziare ad occuparsi in tempi brevi delle piste ciclabili sulle
strade di sua competenza, in seguito  espropriare quelle che risultino ancora dei Federici e
prenderle in carico per destinarle allo scopo di pubblico interesse anzidetto.

In un futuro prossimo ci  si dovrebbe poi allacciare alla pista ciclabile di Maccarese che è rimasta lì
troncata di netto senza una ragione di esistere e infine al costruendo lungomare di Fregene.

I cittadini chiedono a gran voce di riconsiderare l’ampiezza eccessiva dei marciapiedi di Viale Castellammare che l’Imbcap (perm. costr. 12/04/06-n° 17 , conv. urb. 18/11/04) sta costruendo.

Uno dei due marciapiedi o entrambi potrebbero essere ridotti consentendo così  di delimitare sulla
carreggiata stradale un percorso ciclabile( evidenziato con un bel colore rosso o giallo) che di riflesso 
agevolerebbe il traffico automobilistico su  questa via molto frequentata.

I cittadini richiedono che nella seduta del  prossimo Consiglio Comunale vi sia all’ordine del giorn
la presente petizione sulle piste ciclabili e che si deliberi in merito alla realizzazione delle medesime.    

Il presente fascicolo é  composto da  n°35 fogli .                                                                                  Il totale delle firme raccolte è  1232  ( milleduecentotrentadue)

Cordiali saluti.

Fregene lì  06/09/06

 

                                               Il comitato promotore                      

 

       

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Petizione Popolare per piste ciclabili a Fregene

Petizione popolare per la costruzione di PISTE CICLABILI A FREGENE (Giugno 2006)

 

In una località marina dal territorio pianeggiante come FREGENE urge La costruzione di alcune piste ciclabili.

SONO NECESSARIE per consentire a tutti i cittadini, soprattutto ai più piccoli, di pedalare su corsie preferenziali protette dal traffico cittadino.

Questo,oltre a facilitare la fluidità del traffico automobilistico non più limitato da file di ciclisti, garantirebbe maggior sicurezza per l’incolumità fisica di quest’ultimi.

Inoltre si potrebbero risolvere con più facilità problemi di parcheggi (specie in estate), inquinamento e salute pubblica,rincaro dei carburanti che spingono con sempre maggior prepotenza ad una rivalutazione dei mezzi di trasporto ecologici fra i quali la bicicletta spicca per eccellenza.

LA CITTADINANZA CHIEDE

 

1)  La dimostrazione, attraverso delibera  del Consiglio Comunale, della reale volontà di costruire piste
     ciclabili a      Fregene che si inseriscano sulla rete stradale cittadina (peraltro molto regolare  e semplice)      con criteri razionali,
     Viale Castellammare incluso.

2)  La presenza assolutamente prioritaria,  nel progetto del futuro lungomare, di una pista ciclabile che lo      percorra per      tutta la sua lunghezza da sud a nord.

A tal fine si chiede che i progetti non contenenti questa caratteristica vengano automaticamente esclusi dal concorso Europeo indetto dal comune di Fiumicino per la realizzazione del medesimo e che non partecipino al giudizio finale.

3) L’individuazione sul territorio di raccordi ciclabili che uniscano

    il lungomare alle zone di maggior interesse naturalisico: la pineta                            

     monumentale di Fregene e L’oasi WWF di macchiagrande.

 

SI INVITANO TUTTI I CITTADINI A FIRMARE

nell’interesse di tutta la comunità di FREGENE e anche dei turisti che beneficerebbero di queste migliorie apportate ad un territorio che ha bisogno di ritrovare almeno un po’ del suo antico spendore dopo decenni di abbandono.
FIRMATE per dare un forte segnale alle istituzioni affinchè non si si sottraggano più con inutili scuse alla
realizzazione di piste ciclabili da anni reclamate.

E’ possibile firmare presso tutti i principali esercizi commerciali e balneari di Fregene